Unità d’Italia: sindaci a confronto a VareseNews in festa
4 settembre 2011, Schiranna – Festa del giornale online Varesenews.
Alle 18.15 inizia l’incontro sull’Unità d’Italia “Questa sconosciuta”. Presenti Attilio Fontana (Lega Nord), sindaco della città di Varese, Edoardo Guenzani (Partito Democratico), sindaco della città di Gallarate, e Luciano Porro (Partito Democratico), sindaco di Saronno. Assente Gian Luigi Farioli (Popolo della Libertà), sindaco di Busto Arsizio.
Il clima è comico, d’altronde doveva essere Aldo Cazzullo il moderatore. Anche lui assente, ma degnamente sostituito avendo mandato (rigorosamente via mail, trattandosi della festa di un giornale on line) le domande. Di seguito un sunto delle risposte date dai sindaci che affrontano lo spinoso problema dell’unità d’Italia nelle sue intricate sfaccettature in un vivo dibattito sul senso dell’Inno di Mameli e del tricolore.
FONTANA
Esordio da ovazione: «Se non si conosce la seconda strofa dell’Inno d’Italia non si può rappresentare la Repubblica» (parlando di Napolitano).
PORRO
L’esaltazione del qualunquismo: «Con questa legge elettorale i cittadini non possono nemmeno scegliere i propri rappresentanti in parlamento – (sembra non aver centrato l’argomento, ma poi si riprende ndr) – d’altronde finché qualcuno ci si pulisce il culo con la bandiera…»
Il tema s’incentra sull’unità che trasuda dai tifosi quando gioca la Nazionale di calcio
GUENZANI
«Non ho mai votato per Berlusconi, ma sono contento da milanista quando vince. E anche quando perde, perché Berlusconi è triste».
FONTANA
Anche lui milanista, spalleggiando il “compagno” sindaco che dichiarava di sostenere in campionati internazionali qualsiasi squadra italiana
«Io anche quando l’inter perde in europa sono contento».
L’ultima domanda è quasi passionale: vi chiedete mai chi ve l’ha fatto fare di intraprendere la carriera politica?
FONTANA
«La passione e la volontà di cambiare le cose, vince ogni dubbio». Stoico!
PORRO
«Me l’hanno detto i miei cittadini. Io ho ricevuto tanto, mi sento fortunato, dovevo ridare indietro. Non sono solo, c’è sempre qualcuno che mi accompagna in questo momento impegnativo». Per acclamazione popolare, speriamo si faccia “accompagnare” dalle persone giuste.
GUENZANI
«Sono sindaco da novanta giorni, non ho avuto nemmeno il tempo di pensarci. Un amico sindaco mi ha scritto: “Non le dico a quale incubo va incontro”. Spero non sia così». Disse il bambino con gli occhi dell’innocenza.